resoconti

finito il 2007, arrivato il 2008.
sono tornata ieri sera e il 3 gennaio si è materializzato in un lampo.
avrebbero dovuto essere giorni di traversata tra sanremo e calvi, avanti e indietro, con capodanno in corsica. invece si è messo di mezzo il meteo e non abbiamo "traversato", ma costeggiato fino ad antibes con tappa a nizza.
bello lo stesso e tempo soleggiato, un bel vento di portante, freddo caino e umido che c’ho ancora le mani grinzose.
il capodanno si è consumato quindi ad antibes, cittadina incantevole ma assolutamente MORTA - credo perchè chiusa tra nizza e cannes: dopo la mezzanotte, festeggiata con i due poveri sfiguz della capitaneria che, allegrotti, cercavano di attirare l’attenzione della barca declamando l’inizio della divina commedia (?!?), ci siamo inoltrati nel ridente paesiello in cerca di un localino in cui passare due orette senza dondolare. niente di niente! l’unica cosa blandamente animata era un bar del porto pieno di battone attempate in tiro e in attesa di clienti che non sarebbero chiaramente arrivati.
insomma, antibes si è rivelato il posto ideale per il nostro contro-capodanno: fare un po’ di spesa di coquillages, tirare fuori i 200 eurini di cambusa alcolica e prepararsi al trapasso in allegria sotto coperta!
così, il passaggio dell’anno è stato assolutamente indolore: abbiamo cominciato con l’aperitivo a champagne, gamberoni e ostriche alle 19 circa, abbiamo continuato con barolo, cotechino, lenticchie e sciocchezzuole varie caloriche quanto gustose, giusto in tempo per stappare a mezzanotte… altro champagne!
e a capodanno vorrai mica negarti l’ammazza-caffè di livello? certo che no!
facendo due rapidi calcoli, direi 7-8 bottiglie in 7 persone tra le 19.30 e l’1.30.

comunque è incredibile come qualche giorno per mare e bagordi possa riuscire a cambiarmi la prospettiva dell’anno nuovo.
eppure avevo le ossa ghiacciate, ho sofferto il mal di mare ed ero rinchiusa con altre sei persone in circa 12 x 3.8 (nel punto più largo)… fantastico!!!
un modo impattante di scordarsi il superfluo e restare attaccati alle cose fondamentali: compagnia ristretta ma buona, cibo&drink, un po’ di musica, due libri, la giusta dose di silenzio e tanto mare in navigazione.
adesso affronto un argomento che mi sta molto a cuore: qualcuno per caso sa perchè si comincia, dal nulla, a soffrire pesantemente il mare? aiuto!
nel senso: io vado in barca da sempre (derive, gommone, motore, cabinati…), ho sempre e solo sofferto in casi estremi di sbattimento e fatica tra una mano di terzaroli e l’ennessimo cambio fiocco / genoa, altrimenti mangiavo con sufficienza pane e salame + birretta mentre tutti sboccavano sottovento…
e quindi che è? il contrappasso??? perchè? avrei preferito le vertigini, l’agorafobia, l’ansia da prestazione… ma il mal di mare no, dai!!!!
chiunque possa darmi informazioni in proposito, avrà la mia eterna gratitudine. ditemi che è solo temporaneo… anche se è da aprile che non riesco più a veleggiare tranquilla.
è che il mal di mare ti stronca la volontà, ti fa cadere nel torpore e nella convinzione che non riuscirai mai più a stare bene in vita tua, che il senso di nausea ti accompagnerà per il resto della vita, che il tuo stomaco si ribellerà per sempre al suo contenuto… che palle!
e comunque mi devo comprare una cerata decente. non mollo.

![si salpa! [flickr - from Today is a good day]](http://www.grisoo.com/UserFiles/Image/59482378_95f99ea655.jpg)