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harry potter e i doni della morte

copertina "harry potter e i doni della morte"

con un misto di tristezza e "non sto più nella pelle" mi accingo a mettermi in coda stasera dalle 23 alla feltrinelli di piazza cln per comprare l’ultimo (sigh!) libro della saga. so già che passerò i prossimi gg immersa costantemente nella lettura.
harry potter è l’unico libro (serie di libri) che ho riletto più di una volta, e io odio rileggere i libri. ma ogni volta che ne esce uno nuovo, mi preparo rileggendo quelli precedenti e la magia è sempre la stessa. e poi la mia memoria è quel che è. 
a proposito: ma che razza di traduzione è i doni della morte per the deathly hallows???

lo so, sarò in coda con un bel mucchio di ragazzini chiassosi, travestiti da hermione e ron e harry potter, ma è l’ultima occasione e non me la voglio perdere e poi confido in una schiera di adulti appassionati. credo che i miei nervi potranno reggere. sono pure in ferie!

purtroppo so già fin troppo della trama. quest’estate, mentre ero in viaggio per sydney proprio il 21 luglio, le librerie avevano appena sfornato la versione inglese che brillava in ogni vetrina e non si parlava d’altro che della trama dell’ultimo libro. e nonostante io abbia eroicamente resisitito all’acquisto sia perchè il volumone era troppo pesante per il mio bagaglio leggero (13 kg x 5 settimane in australia… un mito!) sia perchè l’ultimo harry me lo volevo gustare fino in fondo, senza distrazioni e senza dover ricorrere al vocabolario per stanare i giochi di parole, non è bastato.
in aereo per hong-kong avevo davanti una coppietta di italiani, lui con tuttosport e lei con repubblica: il dannatissimo quotidiano raccontava per filo e per segno la trama del libro e la tipa l’ha riportata al tipo (cui per inciso non fregava una cippa) A VOCE ALTA. io le ho tentate tutte: ho alzato l’ipod al massimo, ho bevuto tutto quello che avevo davanti, ho cercato di pensare a 100 motivi per cui l’aereo avrebbe potuto precipitare nel vuoto… niente! la stronza mi ha fregato.
comunque, essendo la mia memoria quel che è, sento che nulla è perduto e che la sorpresa resterà quasi intatta.
quindi da domani notte non ci sono per nessuno!

ai fans inconsolabili di harry potter mi sento di consigliare un’altra saga molto bella, sempre edita da salani: queste oscure materie di philip pullman
i romanzi sono tra l’altro tornati di moda grazie al film tratto dal primo libro, la bussola d’oro, con nicole kidman.
questa trilogia merita, se non altro per due motivi: la storia del daimon - un alter ego sotto forma di animale, una sorta di compagno personale che accompagna ognuno ovunque vada - e la descrizione del magisterium che ha fatto tuonare l’osservatore romano, punto sul vivo, con queste parole:

La bussola d’oro è solo una saga fantasy, gnostica e per giunta presentata in salsa sessantottina che mostra un mondo disumanizzato in cui a trionfare è il vuoto dell’ amore vivificante, cioè quello di Dio. E’ un film che lascia freddi, perché porta in sè il freddo e la disperazione della ribellione, della solitudine e dell’individualismo.

insomma, qualcosa di buono ce l’ha di sicuro e a me a suo tempo - l’ho letto nel 97 - questa saga aveva fatto molta compagnia. certo, prima di harry potter.

trailer del film:

una definizione del daimon