su ’ste mani!
i subsonica a casa! bello bello.
un po’ di foto qui:
http://www.flickr.com/photos/grisoo/sets/72157603452655934/show/
sto postando anche i filmati su youtube, li troverete qui:
http://www.youtube.com/grisoo
i subsonica a casa! bello bello.
un po’ di foto qui:
http://www.flickr.com/photos/grisoo/sets/72157603452655934/show/
sto postando anche i filmati su youtube, li troverete qui:
http://www.youtube.com/grisoo

in una pellerina bordello-maximo si è chiuso il traffic festival.
grandissima torino e bellissimo festival. complimenti a noi torinesi!
il concerto di battiato è stato coinvolgente ed ho scoperto di conoscere molte più canzoni di quanto pensassi (praticamente tutte). potere della memoria a lungo termine!
e poi i subsonica nella loro unica uscita stagionale che mi hanno suonato preso blu (ma non il cielo su torino che, diciamolo, ci stava proprio)
infine un pezzettino di sardegna: le mab, gruppo di grintose ragazze sarde che ha accompagnato battiato
comunque, micro-bilancio:
come i daft punk non ce n’è
con un’area così ampia, ci vuole decisamente più volume
piccolo inciso: il traffic ha un indubbio merito per i torinesi, è un’occasione quasi unica di incrocio tra persone.
alla pellerina è magicamente possibile incontrare quasi chiunque abbia condiviso con te un pezzettino di vita, un’esperienza, un corso di campana tibetana… e gli incontri sono continui. ci si sente a casa, bella sensazione.
update: Franco Battiato + Subsonica - Up Patriots To Arms live at traffic (da you tube, grazie ariel!)
ONE MORE TIME
we gonna celebrate
oh yeah all night
don’t stop dancing
allora: il piedino ancora balla solo all’idea.
un concerto DIVERTENTE, ovviamente per gli amanti dell’elettronica, ed una scenografia d’impatto con i due punk in cima alla piramide che rimanda giochi di luci e immagini…
un dubbio: ma c’avevano le tute refrigeranti??? e i caschi? quella roba addosso per due ore me pare ‘na tortura.
una pecca: questa musica avrebbe meritato un volume un po’ più alto
comunque, per una volta mi sono buttata nella mischia conquistando qualche filmato, prontamente buttato su you tube. seguite questo link: grisoo - youtube
ieri riposo, ma stasera….
poi non ho più scuse, comincio a preparare la borsa per partire!
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corso unione sovietica angolo piazza gabriele di gorizia
tutta una scusa per giocare con googlemaps…
il 2 dicembre all'Hiroshima Mon Amour - storico locale torinese - il secondo barcamp italiano.
il barcamp nasce da una grande idea: condividere la conoscenza, imparare insieme, creare un clima collaborativo.
e tutto questo senza gerarchie, senza inviti (e dunque, senza esclusioni), senza scaletta se non quella dettata da chi decide di proporre un intervento seguito da chi decide di parteciparci. sempre in ottica di scambio.
io ci sarò e - udite udite! - con l'amico cyanto stiamo cercando di mettere insieme una proposta di intervento.
argomento? ci stiamo pensando, ma protrebbe essere qualcosa su progettazione/prototipazione web con piccola digressione sull'utilizzo di axure. decidiamo domani e può essere che dopodomani ci ritroviate in questa lista qui…
comunque, al di là di cosa decideremo di fare, ci sono un po' di interventi molto interessanti.
ecco l'elenco di quelli che penso di seguire:
se restano tempo/voglia/neuroni svegli….
qui tutte le info, i link, i dettagli, gli approfondimenti etc etc
e persino un articolo de la stampa
amici presenti: oltre a cyanto ci saranno senzablog, Mark Vanderbeeken, marghe e - si mormora - idea77 in persona!!
resto in tema di buon cibo e buon bere. è una tragedia superare abbondantemente i 30 anni, sembra che non si pensi ad altro che a vino e cibo, ma non è vero!
comunque, qualche settimana fa abbiamo celebrato l'incontro annuale dei rocciatori - come l'anno scorso.
la formazione è un po' diversa: al posto di frengi e ric abbiamo acquistato antonio e simone che si sono dimostrati da subito rocciatori doc, resistendo stoicamente ben oltre il dopo-cena.
quest'anno però abbiamo fatto i signori, approfittando di un'iniziativa poco pubblicizzata ma gastronomicamente interessante: ristohotel mon amour.
si tratta di una serie di cene organizzate in settimana tra settembre e novembre dai ristoranti degli hotel più "in" di torino (4 o 5 stelle).
l'obiettivo è promuovere le eccellenze gastronomiche del piemonte aprendo le cucine degli hotel al pubblico, stranamente poco propenso a considerare i ristoranti degli hotel come luoghi dove gustarsi una cenetta.
anche voi non ci avete mai pensato? tzè.
la cucina è rigorosamente piemontese ed ogni hotel ha preparato dei menu ad hoc per cui, se si è in possesso del preziosissimo volantino - pare non esista un sito web - si può decidere in base ai propri gusti ed alle proprie golosità: filetto di cervo o agnolotti del plin? risotto al barolo o finanziera? panzotti di mandorle e taleggio o gratin di castagne? [fame!]
il prezzo è fisso: 40 eurini… sì, anche a me è venuto un colpo, ma devo dire che ci stanno tutti.
bella l'idea di organizzare le cene in questi hotel esclusivi tra cui il golden palace, il turin palace, le méridien, il principi di piemonte, insomma, luoghi che difficilmente si frequentano.
il menu è fisso per ogni hotel e nella cena sono inclusi: aperitivo e stuzzichini, vino offerto da diverse cantine con mescita ad hoc per ogni piatto, dolce, caffè e grappa.
impressioni: ambiente molto formale e torino-bene o finto-bene con dress-code conseguente; mangiato benissimo (ah, il filetto di cervo!). il vino, della cantina Tamburnin, offriva una freisa niente-di-chè ed un buon monferrato rosso (o era il contrario?) ed i bicchieri sono sempre stati riempiti con solerzia.
da notare: il caffè solido della lavazza, una spuma di caffè davvero piacevole, ed il giro di grappe della distilleria f.lli manolo: quella al miele è notevole, quella alla camomilla sfiziosa.
avvertenza di vita vissuta: tra il vino e le grappe, il giorno dopo è bene non avere impegni di lavoro prima delle 10.00.
ultima cosa, molto meritevole e politically correct: alla fine del ciclo di cene verrà organizzato un pranzo preparato dagli chef di tutti gli alberghi e riservato a 150 anziani ospiti di case di riposo.


se qualcuno aspettava un'occasione particolare per venire a torino (!), questo è il momento.
in questi giorni infatti si tengono al lingotto terra madre, ovvero l'incontro mondiale tra le comunità del cibo, ed il salone del gusto. due punti di vista su uno degli argomenti ossessione dei nostri tempi: il cibo.
da un lato, chi lo produce, dall'altro, chi lo consuma.
da una parte migliaia di comunità del cibo, che rappresentano, nel mondo, una nuova idea di agricoltura: buona=rispetto per il gusto, giusta=rispetto della giustizia socile e pulita=rispetto dell'ambiente e che sono composte da cuochi, agricoltori, accademici, tecnici, pastori, pescatori…
dall'altra l'incontro tra le eccellenze gastronomiche ed i consumatori, che accorrono a fiumi, sgomitando come in una partita di rugby per accedere agli assaggi.
alle spalle di questi due eventi, slow food, il movimento creato da carlo petrini nel 1986 in opposizione all'imperante e deleterio fast-food-style degli anni 80, diventato un punto di riferimento internazionale su questi temi.
Secondo Slow Food buono, pulito e giusto sono gli elementi a cui riferirsi per costruire un nuovo concetto di qualità alimentare e manifestano la volontà dell’Associazione di costruire le direttive comuni a cui far riferimento, indicando una via virtuosa che tutti i soggetti della filiera alimentare (da chi produce fino a chi consuma) dovrebbero seguire.
ed è questo secondo me il punto: l'incontro con la ggente, l'idea che per apprezzare è necessario conoscere e quindi informare correttamente, far capire e lasciare toccare con mano: chi produce? cosa vende? perchè un prodotto è di qualità? con la speranza che questo aiuti a costruire un nuovo concetto di qualità alimentare ed a formare una cultura dell'acquisto educando consumatori più consapevoli, critici e responsabili.
a questo intento voglio legare, per opposizione negativa, uno degli scandali della nostra legislazione, che non obbliga a specificare sulle etichette degli alimenti la provenienza delle materie prime (leggetevi questa puntata di report sull'olio di oliva o sul vino…)
non credo sia un caso che il festival cinemambiente, sempre in questi giorni a torino (ma che città è??? orgoglio!), ha inaugurato con un documentario molto forte, il nostro pane quotidiano, che
mostra senza commentare i luoghi in cui in Europa viene prodotto ciò che mangiamo: spazi monumentali, paesaggi surreali e dai suoni bizzarri – un freddo, sterile ambiente industriale che lascia ben poco spazio all’individualità dei lavoratori.
Persone, animali, raccolti e macchinari giocano un ruolo di spalla all’interno di questo sistema che provvede a mantenere gli standard di vita della nostra società.
infine, siccome non ci facciamo mai mancare niente, stasera grande festa con la slow night: c'è sempre un buon motivo per festeggiare in giro!
qualche altro link utile:
blog di terra madre
il magazine colors #69, in collaborazione con slow food: back to earth
lo speciale de la stampa sul salone del gusto e su terra madre
ah, se passate lunedì dal salone del gusto, mi trovate qui
lunedì scorso ho visto al regio di torino l'ultimo concerto di linguaggi jazz rava plays rava.
in generale rava mi piace, ho parecchi suoi cd e lo ascolto volentieri (anzi, domani mi procuro il cd di repubblica, sperando sia una buona registrazione) anche se come trombettisti ho altri riferimenti.
ho anche apprezzato il suo libro note necessarie, edito da minimum fax (una delle mie case editrici preferite). epperò questo concerto non mi ha esattamente fatto impazzire, anzi…
sarà che il regio è troppo grande e non aiuta l'atmosfera, forse avevo sonno, forse è ancora troppo fresco il concerto di flavio boltro, mah.
non è che io ci capisca chissà ché, misuro con il criterio: mi piace e mi diverto oppure no.
in ogni caso mi è sembrato un bel compitino, un po' noioso, senza nessuno spunto davvero rilevante. il pianista: insulso, il super ospite al sax: bah!, rava: non in grandissima serata. unica eccezione: gianluca petrella al trombone: un tarantolato. voglio andarmelo a risentire, magari al soundtown dove è spesso di casa e dove capito di tanto in tanto.
nota dolente: purtroppo ho di nuovo perso fabrizio bosso che ha suonato, sempre per linguaggi jazz, il 18 febbraio, mentre spalavo neve a sestriere in pieno periodo olimpico. fin'ora ho perso tutti i suoi concerti a torino, una vera sfiga. lui è sicuramente un trombettista fantastico e molti ritengono sia il migliore trombettista italiano… vorrei proprio sentirlo con le mie orecchie.
a proposito di trombettisti: appuntamento giovedì 13 aprile al Magazzino di Gilgamesh con Steve Gut. ammetto la mia ignoranza e non credo di averlo mai sentito, ma già che passa da qui…
ieri serata jazz al Magazzino di Gilgamesh.
MultikultiOrkestra + Flavio Boltro: arrangiamenti originali e direzione collettiva della musica.
grazie alla presenza di Flavio Boltro hanno rivisitato il repertorio di Miles Davis in tutte le sfumature possibili passando da Miles + 19 a Kind of Blue, dal Miles elettrico degli anni '70 al Miles di Tutu e del Rap. grande!
il concerto mi ha fatto ricordare perchè ho deciso di imparare a suonare la tromba.
la formazione:
Paolo Porta - Sax Alto e Flauto
Luca Biggio - Sax Tenore e clarinetto
Marco Tardito - Sax Baritono
Giorgio Giovannini - Trombone
Diego Vasserot - Tromba e flicorno
Guido Canavese - Pianoforte e Tastiere
Max Carletti - Chitarra, Loop e Sinth
Davide Liberti - Contrabbasso
Mattia Barbieri - Batteria e Percussioni
Guest - Flavio Boltro - Tromba e Flicorno (ma quanto è bravo???)