l’abito fa il prete
rubo il titolo a questo articolo de la stampa, in cui si parla dell’anatema del vaticano contro questi sacerdoti troppo mondani perchè non vogliono indossare la talare… e son problemi, eh.
il simpatico prefetto della congregazione per gli istituti di vita consacrata (chissà se usano anche loro un generatore di qualifiche stile il generatore di qualifiche stronze per la web economy…), tal Franc Rodé, tuona:
L’imborghesimento e il relativismo morale sono i due grandi pericoli che indeboliscono la vita religiosa.
nonostante il calo delle vocazioni sia irrisorio, dello 0,7% nel 2006, attualmente i problemi più grossi sono determinati dal clima di secolarizzazione che è presente non solo in tutta la società occidentale ma anche all’interno della chiesa stessa.
di per sè, questa è una non-notizia. ognuno cerca di fare il proprio mestiere al meglio.
la notizia però è che c’è una replica e non di un qualche laico mangiapreti o di un anticlericale nemico della chiesa e senza valori morali. la replica è di don Mazzi ed è piuttosto interessante. la inserisco così come è riportata.
lo scandalo non siamo noi preti restii a indossare l’abito talare e a obbedire ai superiori, ma le vesti costose di ecclesiastici e vescovi: sono l’immagine più cruda dell’imborghesimento della chiesa e dello spreco di soldi.
sono diventato prete tardi e in comunità con i tossicodipendenti farei ridere con il clergyman.
nel guardaroba non ho giacche, né camicie, né pantaloni con la riga. altro che talare, oggi nella chiesa la crisi è l’assenza di carisma. e quando manca il carisma, ci si attacca alle regole.
mai come in questo periodo la chiesa è senza profeti.
quando manca il carisma, ci si attacca alle regole…
o, a scelta, si invoca l’obiezione di coscienza per gli attori sulle scene di sesso.
una risata vi seppellirà, spero. per il momento, però, sono solo danni.


on Febbraio 18th, 2008 at 11:43
Ogni tanto la “testa” dovrebbe guardare in basso per capire dove vanno i “piedi”…