eccomi a brisbane, ultima sera, domattina parto e mi regalo ancora una giornata ad hong kong prima del rientro.
che dire… da cairns mi sono fatta un pezzo (diciamo piu’ di 2000 km, con guida a sinistra e maledetto cambio automatico) di costa est: risalita a cape tribulation, un posto dove
- e’ meglio non mettere i piedini in nessuna pozza d’acqua causa coccodrilli sia d’acqua dolce, sia, simpaticamente, d’acqua salata
- la rain forest, incredibile, arriva fino alle lunghe spiagge invitanti e bellissime
- la strada finisce e comincia solo sterrato
- se rimani senza benzina o ti si ferma la macchina sono cazzi, visto la densita’ di popolazione e strutture e la copertura nulla del mobile
da cape tribulation sono scesa fino a brisbane, fermandomi 2 giorni ad airlie beach, davanti alle whitsundays islands.
il posto e’ una specie di rimini in salsa australe, ma le isole sono un sogno: ho passato una mezza giornata alla spiaggia di whitehaven, 7 km di sabbia di silicio purissimo che sembra farina… ma anche qui non ce la caviamo mica cosi’…
infattipurtroppo il tratto di costa e’ molto gradito anche a certe bastardissime meduse super-velenose per cui l’unico modo per entrare in acqua un minimo tranquilli e’ quello di affittare delle splendide mute di lycra made-and-design in china… roba per cui persino kate moss sembrerebbe una chiattona.
e’ che proprio l’idea di vestirmi per buttarmi in acqua mi e’ completamente estranea, esattamente come mi e’ estranea la protezione 30, qui assolutamente necessaria causa buco nell’ozono e bla e bla e bla.
quindi succede cosi: con la spessima protezione 30 sulla pelle ti butti al sole, la sabbia finissima ti impana ben bene, ti infili nella splendida tutina da power-ranger che minera’ per sempre la tua autostima e finalmente ti butti in acqua.
ma mica poi cosi’ spensierato… si sa mai.
vabbe’, questi sono comunque dettagli assolutamente insignificanti.
da ieri mi godo brisbane che, tra tutte le citta’ fin’ora visitate, mi sembra quella che piu’ assomiglia ad una citta’ come la intendo io: casino, traffico, business people in centro, impiegati all’aperitivo dopo il lavoro, locali, musica dal vivo, gentaglia, studenti nullafacenti… e poi e’ tagliata in due dal fiume e ‘sta storia dei vaporetti per spostarsi e’ una figata.
in piu’ ha un gran bell’inverno: piu’ fresca di cairns, si sta benissimo in maglietta di giorno e con una felpina la sera…
vabbuo’, la vacanza e’ quasi finita. porcammerda.