del perchè google è “er mejo”

Posted on ottobre 30th, 2006 in usability, web by grisoo

questo messaggio d'errore fa onore alla filosofia di google ed alla prima delle sue 10 regole:
Attenzione all'utente: tutto il resto viene dopo.
[vedi: la filosofia di google]

messaggio d'errore di google

questo messaggio è infatti un esempio di feedback quasi perfetto:

  • il messaggio è contestualizzato e focalizzato sull'azione dell'utente, ovvero risponde alla mia azione e non con la contro-azione del sistema, al mio punto di partenza: l'uso del servizio di google e non al il punto di arrivo: ad es. pagina non trovata, errore di sistema, mancato accesso al db…
  • mi parla in modo naturale (oops!), senza astrusi tecnicismi. in fondo a me importa poco sapere QUALE errore c'è stato o perchè, mi importa però capire se è grave, se l'ho causato io con qualche pasticcio, se posso recuperare, se il pc si autodistruggerà entro 10 secondi… dimmelo con parole mie.
  • mi tranquillizza e mi avverte che – cattiva notizia – il servizio è andato incontro ad un errore. nb: il servizio, non io. non ho cliccato il pulsante sbagliato, fiuuuuuuu.
  • mi fa sentire partecipe e rende simpatico il team, dando contemporaneamente un'impressione generale di efficienza: la buona notizia è che grazie a te abbiamo scovato un nuovo bug, sul quale cominceremo a lavorare subito, grazie. beh, prego…
  • ci sono delle scuse per gli incovenienti che l'errore può aver provocato. ok, può succedere, d'altronde il servizio è in beta. il servizio, ma non l'help!
  • il messaggio è firmato dal team di riferimento: aiuta la credibilità.

ecco come 5 righe ben studiate e facili da comprendere possono fare la differenza per l'utente e riuscire a rendere efficace, efficiente e soddisfacente persino un'esperienza negativa.
il vero colpaccio è che, in questo modo, google riesce ad incrementare la fiducia nel sistema partendo proprio da un errore funzionale. 

mi chiedo solo: ma che ci vuole a capirlo???
perchè la strategia principale di google: prima di tutto pensiamo all'utente, facciamoci capire, rendiamogli le cose più semplici possibile, rivelatasi vincente in modo clamoroso, fa così fatica ad essere imitata?
sto pensando alla miriade di siti e servizi dei nostri enti pubblici…
qualche idea ce l'ho. ne riparliamo.

[perchè quasi perfetto? perchè non prevede un pulsante di back o un link di uscita e devo quindi usare il back del browser e perchè comunque, pur a fondo pagina, c'è un richiamo ad un codice d'errore... d'altronde la perfezione non esiste!]

rocciatori e ristohotel 2006

Posted on ottobre 29th, 2006 in appuntamenti, mangiare&bere, torino by grisoo

cena rocciatori 2006

resto in tema di buon cibo e buon bere. è una tragedia superare abbondantemente i 30 anni, sembra che non si pensi ad altro che a vino e cibo, ma non è vero!

comunque, qualche settimana fa abbiamo celebrato l'incontro annuale dei rocciatori – come l'anno scorso.
la formazione è un po' diversa: al posto di frengi e ric abbiamo acquistato antonio e simone che si sono dimostrati da subito rocciatori doc, resistendo stoicamente ben oltre il dopo-cena.

quest'anno però abbiamo fatto i signori, approfittando di un'iniziativa poco pubblicizzata ma gastronomicamente interessante: ristohotel mon amour.

si tratta di una serie di cene organizzate in settimana tra settembre e novembre dai ristoranti degli hotel più "in" di torino (4 o 5 stelle).
l'obiettivo è promuovere le eccellenze gastronomiche del piemonte aprendo le cucine degli hotel al pubblico, stranamente poco propenso a considerare i ristoranti degli hotel come luoghi dove gustarsi una cenetta.
anche voi non ci avete mai pensato? tzè.

la cucina è rigorosamente piemontese ed ogni hotel ha preparato dei menu ad hoc per cui, se si è in possesso del preziosissimo volantino – pare non esista un sito web – si può decidere in base ai propri gusti ed alle proprie golosità: filetto di cervo o agnolotti del plin? risotto al barolo o finanziera? panzotti di mandorle e taleggio o gratin di castagne? [fame!]
il prezzo è fisso: 40 eurini… sì, anche a me è venuto un colpo, ma devo dire che ci stanno tutti.

bella l'idea di organizzare le cene in questi hotel esclusivi tra cui il golden palace, il turin palace, le méridien, il principi di piemonte, insomma, luoghi che difficilmente si frequentano.
il menu è fisso per ogni hotel e nella cena sono inclusi: aperitivo e stuzzichini, vino offerto da diverse cantine con mescita ad hoc per ogni piatto, dolce, caffè e grappa.

impressioni: ambiente molto formale e torino-bene o finto-bene con dress-code conseguente; mangiato benissimo (ah, il filetto di cervo!). il vino, della cantina Tamburnin, offriva una freisa niente-di-chè ed un buon monferrato rosso (o era il contrario?) ed i bicchieri sono sempre stati riempiti con solerzia.

da notare: il caffè solido della lavazza, una spuma di caffè davvero piacevole, ed il giro di grappe della distilleria f.lli manolo: quella al miele è notevole, quella alla camomilla sfiziosa.

avvertenza di vita vissuta: tra il vino e le grappe, il giorno dopo è bene non avere impegni di lavoro prima delle 10.00. 

ultima cosa, molto meritevole e politically correct: alla fine del ciclo di cene verrà organizzato un pranzo preparato dagli chef di tutti gli alberghi e riservato a 150 anziani ospiti di case di riposo.

torino – salone del gusto e terra madre

Posted on ottobre 28th, 2006 in appuntamenti, mangiare&bere, torino by grisoo

Terra MadreSalone del Gusto 2006

se qualcuno aspettava un'occasione particolare per venire a torino (!), questo è il momento.
in questi giorni infatti si tengono al lingotto terra madre, ovvero l'incontro mondiale tra le comunità del cibo, ed il salone del gusto. due punti di vista su uno degli argomenti ossessione dei nostri tempi: il cibo.

da un lato, chi lo produce, dall'altro, chi lo consuma.
da una parte migliaia di comunità del cibo, che rappresentano, nel mondo, una nuova idea di agricoltura: buona=rispetto per il gusto, giusta=rispetto della giustizia socile e pulita=rispetto dell'ambiente e che sono composte da cuochi, agricoltori, accademici, tecnici, pastori, pescatori… 
dall'altra l'incontro tra le eccellenze gastronomiche ed i consumatori, che accorrono a fiumi, sgomitando come in una partita di rugby per accedere agli assaggi.

alle spalle di questi due eventi, slow food, il movimento creato da carlo petrini nel 1986 in opposizione all'imperante e deleterio fast-food-style degli anni 80, diventato un punto di riferimento internazionale su questi temi.

Secondo Slow Food buono, pulito e giusto sono gli elementi a cui riferirsi per costruire un nuovo concetto di qualità alimentare e manifestano la volontà dell’Associazione di costruire le direttive comuni a cui far riferimento, indicando una via virtuosa che tutti i soggetti della filiera alimentare (da chi produce fino a chi consuma) dovrebbero seguire. 

ed è questo secondo me il punto: l'incontro con la ggente, l'idea che per apprezzare è necessario conoscere e quindi informare correttamente, far capire e lasciare toccare con mano: chi produce? cosa vende? perchè un prodotto è di qualità? con la speranza che questo aiuti a costruire un nuovo concetto di qualità alimentare ed a formare una cultura dell'acquisto educando consumatori più consapevoli, critici e responsabili.
a questo intento voglio legare, per opposizione negativa, uno degli scandali della nostra legislazione, che non obbliga a specificare sulle etichette degli alimenti la provenienza delle materie prime (leggetevi questa puntata di report sull'olio di oliva o sul vino…)

non credo sia un caso che il festival cinemambiente, sempre in questi giorni a torino (ma che città è??? orgoglio!), ha inaugurato con un documentario molto forte, il nostro pane quotidiano, che

mostra senza commentare i luoghi in cui in Europa viene prodotto ciò che mangiamo: spazi monumentali, paesaggi surreali e dai suoni bizzarri – un freddo, sterile ambiente industriale che lascia ben poco spazio all’individualità dei lavoratori.
Persone, animali, raccolti e macchinari giocano un ruolo di spalla all’interno di questo sistema che provvede a mantenere gli standard di vita della nostra società.

infine, siccome non ci facciamo mai mancare niente, stasera grande festa con la slow night: c'è sempre un buon motivo per festeggiare in giro!

qualche altro link utile:
blog di terra madre
il magazine colors #69, in collaborazione con slow food: back to earth
lo speciale de la stampa sul salone del gusto e su terra madre 

ah, se passate lunedì dal salone del gusto, mi trovate qui