toccare le nuvole
Ieri ho visto ed ascoltato Philippe Petit, uno dei miei miti giovanili.
Probabilmente il nome non dice molto, ma le sue gesta sono famose: è lui il "funambolo" che ha attraversato le Twin Towers su un cavo d’acciaio, e non solo: svariate sono le sue imprese in bilico.
Petit era da queste parti per Torino Spiritualità - uno degli appuntamenti annuali più interessanti di torino - e avrebbe dovuto "dialogare" con Michele Serra per gli incontri in cosa crede chi non crede.
Philippe si dichiara ateo (anche se vive e si allena in una cattedrale), crede nel vuoto e la sua idea di rifugiarsi su cavi sempre più alti pare sia dovuta alla ricerca di luoghi sempre più lontani ed inaccessibili alla "ggente", con cui non si trova propriamente a suo agio.
Diciamo che Serra non è stato all’altezza, Petit ha sbulaccato in lungo e in largo, evadendo le poco convinte domande di Serra e dando l’impressione di non avere proprio voglia di piegarsi a dare risposte… il suo è stato una specie di intervento promozionale su se stesso, stile corso americano sull’importanza della creatività e del crederci per poter così raggiungere qualsiasi obiettivo… ah beh! (ho poi scoperto che Petit questi corsi li tiene davvero!).
Insomma, è sembrato più un furbetto intervento per manager aspiranti rampanti che un incontro sulla spiritualità. tant’è.
Resta però l’impressione di un capacissimo oratore (uno di quelli che ti porta a spasso per un’ora così intanto ti sei dimenticato la domanda), abile venditore di se stesso, con una personalità magnetica ed affascinante ed un fisico asciutto ed atletico, nonostante l’età.
Ha una rara capacità di ammaliare con le sue imprese che sa benissimo essere estreme ed irraggiungibili perchè frutto di una costanza ascetica rara.
Philippe lascia assaggiare i suoi sogni ma lascia anche chiaramente intravedere la volontà d’acciaio, l’ego ingombrante, l’audacia e l’egoismo estremo che stanno dietro alla sua perseveranza ed al suo distacco da ogni luogo comune. un vero artista da strada.
una lettura da non perdere: trattato di funambolismo.

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